Per la prima volta sarà possibile dimostrare che un’eparina può essere utilizzata in un contesto terapeutico completamente nuovo, aprendo possibilità finora inesplorate. Il protagonista di questa innovazione è la Tafoxiparina, il principale candidato farmaco degli studi clinici di fase III per la preparazione al travaglio.
A differenza delle eparine tradizionali, la Tafoxiparina, è una eparina priva dell’attività anticoagulante e dell’attività antitrombotica che interviene nel processo di maturazione della cervice uterina nelle primissime fasi del travaglio. I risultati degli studi clinici di fase II – finanziati da Opocrin Group –, hanno mostrato che la somministrazione domiciliare giornaliera di Tafoxiparina nelle donne a termine di gravidanza è in grado di favorire l’insorgenza spontanea del travaglio, riducendo o evitando la necessità di ricovero e di induzione ospedaliera. Anche nei casi in cui il travaglio non si è avviato spontaneamente, le pazienti trattate hanno comunque evidenziato una migliore preparazione cervicale, con tempi di ricovero e di induzione significativamente più rapidi.
Se il trial di fase III dovesse confermare questi risultati preliminari, la Tafoxiparina potrebbe rappresentare un’innovazione importante nella gestione della gravidanza a termine: ad oggi, infatti, non esistono terapie mediche approvate in grado di favorire l’esordio naturale del travaglio nelle donne prossime al termine di gravidanza.
Lo studio sarà finanziato da Exeltis, farmaceutica della multinazionale Insud Pharma leader nel campo della Salute della Donna, in seguito alla firma di un term sheet vincolante con Dilafor AB, che detiene la proprietà intellettuale del candidato farmaco, per una licenza esclusiva semi-globale (con esclusione di Cina, Giappone, Macao e Taiwan) relativa allo sviluppo e alla commercializzazione del farmaco.

